Addio palestra, ciao olive!

La nostra prima raccolta delle olive a La Meridiana: dall’albero alla lattina. Leggi la nostra storia e scopri il nostro olio d’oliva toscano, ora disponibile.

10/25/20264 min leggere

Fine ottobre, e ci rendiamo conto che siamo qui da appena tre mesi. O già tre mesi, dipende da come la si guarda. In questi tre mesi abbiamo potuto assaporare un pezzetto della nostra nuova vita italiana. Un po’ di cultura, un po’ di scuola, un po’ di rapporti con le persone e un po’ di vita agricola. Ogni nuova esperienza è un passo avanti alla scoperta della nostra nuova vita.

E durante la stagione della raccolta, questa vita è tutt’altro che tranquilla. Osservare le olive: stanno diventando nere? Quale sapore vogliamo ottenere? Come le togliamo dagli alberi e a quale frantoio le portiamo? Forse l’avrete già intuito: questo sarà un racconto tutto dedicato alle olive!

Lavoro ancora per i Paesi Bassi e tre settimane fa, con una partenza imminente e lo sguardo rivolto alle olive, ho cominciato a sudare freddo. Nei Paesi Bassi diciamo che ci viene un’ansia “spagnola”. In questo caso, però, direi piuttosto italiana. Avevo deciso di lavorare ancora una volta il terreno in modo leggero prima della raccolta. Piccola parentesi: guidare il trattore è il lavoro più rilassante che ci sia. Dopo una settimana di lavoro di testa, è il rimedio perfetto per svuotare la mente. Addio palestra, ciao trattore!

Mentre lavoravo il terreno nell’oliveto più in basso, vedevo soltanto olive nere e ne trovavo anche a terra. Per me, un segno che fossero mature. Inoltre, i rami più bassi di molti alberi erano completamente spogli. Niente foglie, niente olive, nulla… Un segno del passaggio di animali selvatici. Insieme agli escrementi sul terreno, era ormai chiaro: i cinghiali avevano cominciato a banchettare con il mio raccolto. Lo stress è tornato all’improvviso. Stavo per partire per i Paesi Bassi, mentre qui un branco di cinghiali pensava bene di mangiarsi le mie olive.

Dopo qualche giorno nei Paesi Bassi torno a casa e, insieme all’agronomo, ho un appuntamento al frantoio. Sembra tutto chiarissimo: vi portiamo i cassoni, ci chiamate, veniamo a ritirarli e il giorno dopo avete l’olio. Più semplice di così! Concordiamo il prezzo e, prima ancora di rendermene conto, sono di nuovo fuori. Un gioco da ragazzi. Almeno, così pensavo allora.

Alla fine prendiamo accordi anche con una squadra di raccoglitori. Nelle foto può sembrare romanticissimo raccogliere le olive in compagnia di amici e conoscenti. Nella realtà è semplicemente un lavoro pesante, da fare anche entro tempi piuttosto stretti.

Ma quando si comincia a raccogliere? Guardi il colore delle olive e pensi al blend che vuoi creare. Poi deve esserci una squadra disponibile, proprio mentre, naturalmente, mezza Toscana ne cerca una. E infine deve collaborare anche il tempo. Così mi sento improvvisamente una specie di Johan Verschuuren (chi non lo conosce? Lo storico meteorologo di Omroep Brabant, la nostra emittente regionale olandese), sempre con gli occhi rivolti al cielo. E all’app del meteo, naturalmente, ma quella Johan non l’aveva ancora. Provate voi a far coincidere tutto!

Venerdì scorso è finalmente arrivato il momento: l’inizio della raccolta, le nostre prime olive. Forse sembrerà strano, ma per noi è stato un vero traguardo. Quel giorno la squadra avrebbe dovuto iniziare con quattordici persone. Alla partenza, però, il contatore si è fermato a quattro. La risposta era chiara: oggi cominciamo in quattro, ma domani, domani andrà tutto bene.

Con questa fiducia, anche Hanneke e io ci siamo messi al lavoro su alcuni alberi. Insomma, quanto potrà mai essere difficile? Io alle prese con il mio abbacchiatore pneumatico. Un abbacchiatore che sembrava più adatto a massaggiare le olive che a dare loro un colpetto per farle cadere. In ogni caso, ci è voluta una bella fatica. Alla fine abbiamo deciso di raccoglierle a mano. Una cosa che non consiglio a nessuno.

Nel frattempo avevamo riempito la prima cassetta di olive. E proprio guardandola mi sono reso conto che il frantoio non aveva ancora consegnato i cassoni. Messaggi e telefonate non sono serviti a nulla. Le olive, però, continuavano ad arrivare. Per fortuna era anche finita la giornata di lavoro. Dei cassoni, nessuna traccia.

La mattina seguente, alle sette, ci sono quattordici persone nel cortile con abbacchiatori supersonici. Pronte a dare l’assalto agli alberi. Stendiamo temporaneamente un telo su cui versare le olive, in attesa dei famosi cassoni. E sì, alla fine arrivano. Dopo parecchi solleciti e qualche telefonata piuttosto irritata.

E poi, proprio quando abbiamo finito due appezzamenti, comincia comunque a piovere. Con la pioggia non si raccoglie, quindi tutti si fermano. Si mette tutto in ordine e il frantoio viene a ritirare le olive. Il giorno dopo arriva una telefonata: il vostro olio è pronto.

A quel punto non sai ancora quanti chili di olive siano stati lavorati, quale sia la resa e quanti litri di olio ci siano. Così, quando vado tranquillamente a ritirare l’olio con Sofie, l’uomo mi accoglie con un sorriso. Taniche piene di olio d’oliva, accompagnate dai complimenti del frantoiano per l’ottima resa.

Non ho resistito e ho aperto subito una tanica per ammirare quell’olio dal colore verde. Mi hanno poi offerto un cucchiaio per assaggiare il nostro olio. Sinceramente? Un’emozione bellissima!

A casa con la macchina piena di olio d’oliva, poi giù in cantina, pronto per essere confezionato nelle lattine. Perché un buon olio d’oliva non ama la luce del sole. La prima parte della raccolta è conclusa. La seconda comincerà quando il tempo sarà un po’ più stabile e, naturalmente, la squadra avrà tempo. I cassoni? Quelli li ho già.

Leggendo vi è venuto da pensare: quest’olio starebbe proprio bene nella mia cucina? Allora abbiamo una buona notizia. Il nostro olio è ora in vendita a La Meridiana, ben protetto in lattine da un litro, senza aggiunte e ideale per cucinare. Per voi o come regalo.

Potete già ordinarlo via email a info@la-meridiana.nl e presto anche direttamente dal sito. La prima spedizione partirà il 31 ottobre verso i Paesi Bassi. Per chi si decide in fretta: c’è ancora posto per la vostra lattina!

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